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L' "OGGETTIVISMO" E IL TRANSUMANESIMO

di Giuseppe Vatinno


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L’ “Oggettivismo” è un movimento internazionale fondato dalla scritte russa poi americanaAynRaud (1905 – 1982); l’o. ritiene che la “realtà” esista in modo del tutto indipendente dalla sua (possibile) conoscenza.
I suoi principi – base sono:

  1. L’individualismo
  2. L’”egoismo razionale”
  3. Il capitalismo

Appare evidente che l’Oggettivismo sia collegato al libertarianismo ed anche all’anarcocapitalismo (termini che, in realtà, sono quasi sinonimi); un famoso oggettivista è Alan Greenspan, a capo della FederalReserve USA (1987 – 2006) fautore del libero mercato e del laissez –faire).
La Raud è stata una scrittrice che ha scritto molti libri su questo tema anche se spesso in forma di romanzo; ricordiamo  i più importanti e noti come “Antifona”, “La Fonte Meravigliosa”, l’ “Atlantide”. Attualmente (2010) è attiva l’ “Atlas Society” che porta avanti la filosofia oggettivista (www.objectivistcenter.org).
Come detto, l’o. afferma che la “Realtà” esiste oggettivamente ed è del tutto indipendente dalle credenze e speranze umane. In pratica, dal punto di vista filosofico, si trova in contrapposizione con i relativismi che sono nati principalmente nel XX secolo sulla base delle scoperte della meccanica quantistica (per cui, invece, la “Realtà” sembra non avere una esistenza propria ma che sia, in un certo senso, “creata” dall’osservatore).
Come già accennato l’o. è per il cosiddetto turbo capitalismo e ritiene che il suolo dello Stato debba essere minimale e limitato alla sicurezza interna ed esterna e cioè all’organizzazione di polizia ed esercito, ma che in economia non debba entrare minimamente.
Il Presidente del partito repubblicano americano Barry Goldwater nel 1964 si ispirò molto all’O.
Perché dunque ci interessa l’o.?
Ci interessa perché diversi transumanisti –soprattutto in USA- sono oggettivisti.
Infatti, l’oggetivismo, in una certa sua forma, si può avvicinare a posizioni di alcuni transumanisti americani che erano presenti all’origine del movimento che poteva essere considerato, in alcuni suoi aspetti, influenzato da tematiche anarcocapitaliste  affermando che una economia di libero mercato raggiunge una più efficiente allocazione delle risorse di ogni economia pianificata i mista. Tuttora diversi transumanisti soprattutto americani sono vicino a tematiche oggettiviste e anarcocapitaliste. Ad esempio, i transtopisti USA (http://transtopia.tripod.com/index.html) sono dichiaratamente favorevoli a forme anarcocapitaliste e soggettiste.
Il dibattito sulla migliore forma di economia per raggiungere gli obiettivi transumanisti resta comunque aperto.

no con particolari che solo lui può conoscere della sua famiglia, ecco che Amilcare che è un chiacchierone e si distrae facilmente si dimentica dell’appuntamento con una bella ragazza che sarebbe potuta diventare sua moglie.
Ma la signorina indispettita dal comportamento del giovanotto non lo vuole più vedere.
Ed ecco quindi che per colpa di Alberto il nonno Amilcare non si sposerà più e di conseguenza lo stesso Alberto non sarebbe più potuto nascere.
Questo tipo di paradosso è detto di “coerenza”.Insomma una situazione obiettivamente complicata.Al di là della storiella come ci dobbiamo comportare con i paradossi temporali?
Alcuni scienziati come il celebre Stephen Hawking o Roger Penrose ritengono che qualora Alberto tenti in qualche modo di fare qualcosa che muti significativamente il passato una sorta di “censura cosmica” interverrebbe per impedirlo.Ad esempio, la voce di Alberto potrebbe “misteriosamente” affievolirsi e così la conversazione tra il potenziale (a questo punto) nonno ed il nipote potrebbe finire prima cosicché Amilcare potrebbe essere puntuale all’appuntamento con la ragazza e tutto andrebbe al meglio.Tuttavia che ne sarebbe del libero arbitrio?E poi in che modo questa censura agirebbe?Cioè come farebbe l’universo ad “accorgersi” che qualcosa non va’ e che c’è il rischio che un piccolo crono-vandalo provochi seri guai alla storia futura?Un’altra variante del paradosso, dal significato però assolutamente uguale, è quella proposta dal filosofo Michael Dummett.
Un critico d’arte torna nel passato per conoscere quelloche diventerà il più famoso pittore del futuro.Ebbene, questo pittore, quando incontra il critico fa quadri in verità molto mediocri ben lontani dai capolavori che il futuro (potrebbe?) conoscere.Ed ecco quindi che il critico d’arte che è una persona accorta, gli mostra delle stampe dei futuri capolavori.Il pittore ne è talmente entusiasta che glieli sottrae e li va  a ricopiare.Nel frattempo, il critico d’arte si deve rimbarcare nella macchina del tempo per tornare alla sua epoca e lascia quindi le copie nel passato.A questo punto si è creato un “valore” dal nulla e cioè chi ha fatto lo sforzo creativo per dipingere i capolavori?Questo paradosso è detti di “conoscenza”.Per evitare la bizzarra “censura cosmica” si è utilizzata una teoria quantistica nota come “teoria a molti mondi” che fu proposta nel 1957 da Hugh Everett III.Questa teoria ci dice che ci sono tante copie del nostro mondo quante sono le possibili variazioni quantistiche delle particelle che lo compongono.Quindi un numero altissimo.Per chiarirci le idee pensiamo quindi ad un elettrone che ruota intorno ad un protone nell’atomo di idrogeno.
Ebbene tale elettrone –secondo la meccanica quantistica- non ha un valore dell’energia ben determinato ma si può solo dire che quella energia sarà contenuta in un certo insieme di valori con una certa probabilità.L’impredicibilità della natura a livello quantistico è una caratteristica intrinseca.
Ebbene, secondo la teoria  a molti mondi, per ogni energia dell’elettrone esiste un differente universo e così per tutte le altre particelle.Quindi ci saranno mondi in cui il nonno Amilcare si sposa con la nonna di Albero e mondi in cui questo fatto non avviene più.Ebbene, Alberto nel suo viaggio nel tempo, qualora faccia perdere l’ appuntamento al  nonno, “atterrerà” in un mondo variante in cui lui non è nato e quindi non si genererà alcun paradosso temporale.Ovviamente resta da spiegare quale principio (e quali forze!) di carattere generale agiscano  per far scegliere ad Alberto l’universo “giusto”, ma comunque –in questo caso- sia il libero arbitrio che il principi odi casualità sono salvi.

Bibliografia

Paul Davies, Come costruire una macchina del tempo, Mondatori, Milano, 2003

David Deutsch, Franck Lockwood  La fisica quantistica del viaggio nel tempo, in Le Scienze n. 309, maggio 1994
Marcus Chown, The Universe Next Door, Review, London, 2003


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