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TECNOLOGIA PER LA POLITICA: IL CASO DI "LIQUID FEEDBACK

di Giuseppe Vatinno
giornalista, già Deputato


INTRODUZIONE
La Rete Internet si sta dimostrando sempre di più ilvero elemento vincente (“King Maker”) delle competizioni elettorali moderne, tanto da far stravolgere il concetto stesso di “campagna elettorale”. A supporto di queste affermazioni possiamo –ad esempio- pensare alle campagne elettorali del Presidente UsaBarack Obama o, restando addirittura nello specifico italiano, di Beppe Grillo e del suo Movimento Cinque Stelle.
Dunque sempre più in futuro, se non altro per motivi puramente anagrafici, la Rete acquisterà un ruolo assolutamente determinante nelle competizioni elettorali; pertanto, in una visione generale, occorre preparare una strategia di fondo comunicativa su Internet considerando anche che il rapporto qualità/prezzo è ormai non solo paragonabile a tradizionali mezzi di informazione come la Tv o la stampa, ma che proprio l’elementobidirezionale e interattivo è fondamentale percreare quelle condizioni di partecipazione dell’elettore che sono determinanti perl’aggregazione sociale e politica. Dunque è del tutto evidente l’importanza dei cosiddetto social network e dei siti blog. Si noti come questi siano due modelli comunicativi di base differenti anche  sesono possibili –ed auspicabili- “contaminazioni” tra i due. Il successo del M5S. ad esempio, è basato proprio sul “modello blog” mentre Obama si è basato sul “modello social network”. Si tratta di due modelli diversi che corrispondono aduna diversità di messaggio politico, più “interattivo” quello del presidente Usa più “chiuso” quello del leader del M5S.
In questa fase politica, caratterizzata da un alto tasso di “anti-politica”, occorre che i partiti si rinnovino completamente e per fare questo occorre puntare molto sulla Rete, utilizzando al meglio tutte le sue possibilità (ad esempio YOUTUBE è ormai considerata una sorta di “televisione mondiale” che raggiunge potenzialmente chiunque in tutto il globo ed a prezzi quasi nulli). La gente ha voglia di cose “fresche “ e “nuove”, cool, e che comunque spazzino via le tradizionali immagine dei partiti e delle vecchie liturgie.Ecco perché l’utilizzo di nuovi strumenti digitali come liquid feedback, che permettono di implementare un alto livello di democrazia, sono così ben accetti dagli elettori.
LIQUID FEEDBACK
Il programma libero liquid feedback (l.f.) è un software che permette l’implementazione pratica del concetto di “democrazia diretta” o “liquida” in quanto la sua principale caratteristica è quella di dare la possibilità a tutti i membri di un gruppo, organizzazione, partito politico di esprimere la propria opinione su una proposta –dopo una fase di dibattito temporalmente contingentata-, tramite il proprio voto, superando strutture gerarchiche e disparità informative (ed in questo venendo incontro a richieste ben espresse dall’attuale sensibilità dell’elettorato; “una persona un voto” è il motto del M5S). Il software permette inoltre di tenere uno archivio storico di tutte le attività precedenti in modo che ci si possa riconnettere ad esse molto rapidamente . Il sito ufficiale è: http://liquidfeedback.org/.
Il sistema di approvazione di una “proposta” è costituito in quattro fasi: “nuova”, “in discussione”, “congelata” (per il necessario periodo di riflessione) ed “in approvazione”, è mutuato da quello delle democrazie rappresentative parlamentari per l’iter legislativo con maggioranza relative, semplici assolute, quorum etc Un esempio di tali fasi è mostrato in http://dev.liquidfeedback.org/lf2/unit/show/1.html.





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