L’indebolimento od eliminazione del regime iraniano a seguito dell’attacco israelo-statunitense favorisce la formazione di un nuovo mercato mediterraneo-centrico. L’area di analisi non è solo quella del Golfo e del Medio Oriente, ma va estesa, oltre che al Mar Rosso, all’Africa ed al collegamento tra Mediterraneo e (Indo) Pacifico. Il motivo è che la probabile eliminazione o depotenziamento del regime iraniano sia toglie le interferenze di destabilizzatori locali finora proxy dell’Iran sia indebolisce la proiezione della Cina e della Russia in Africa, la più preziosa area del pianeta per risorse minerarie e prospettive di sviluppo.Semplificando, si riducono gli ostacoli per la creazione di un mercato mediterraneo costiero e profondo a strutturazione crescente – che chiamo Ekumene - di chiarissimo vantaggio geoeconomico per l’Italia. In particolare, un’area mediterranea che diventi sia transito più competitivo della rotta artica tra (Indo) Pacifico ed America centro-settentrionale sia “lago” di connessione tra le sue coste e retroterra.Roma sta già perseguendo il progetto di Italia globale, via estensione dei partenariati strategici bilaterali con nazioni compatibili o comunque di interesse diplomatico-commerciale sia nel mondo sia nel Mediterraneo costiero e profondo. In tale strategia cerca di mantenere una duplice convergenza con Stati Uniti ed Ue. Il motivo è che l’Italia ha un piccolo-medio potere politico/militare, ma è la quarta potenza per export nel mondo. Quindi ha bisogno di Washington come moltiplicatore di forza correlabile: valuto buon segnale il fatto che l’America si stia ingaggiando di più in Africa per ridurre l’influenza della Cina.Roma ha anche bisogno che il programma Global Gateway dell’Ue sposti più risorse verso Sud. Ma per riuscirci bisogna creare una cuccagna mediterranea che sia motivo di attrazione. Inoltre, la centralità mondiale di un futuro mercato mediterraneo richiede un riconoscimento dall’esterno. L’India c’è, le nazioni del Golfo anche, buona parte dell’Africa sarebbe di fatto inclusa, ma il Giappone sarebbe un fattore chiave: il bilaterale Italia/Giappone è già evoluto per un partenariato ambizioso che porti di più Tokyo nella nostra geografia e Roma nella sua. Una prima stima di quanto un Mediterraneo globocentrico possa aumentare l’export italiano nel prossimo decennio mostra un possibile incremento dai 620 miliardi correnti verso i quasi mille.
Probabilità? Nello scenario di implosione rapida o meno del regime iraniano sciita correlato ad una minore intrusività di Cina e Russia nella geo-area di interesse per eliminazione di un loro alleato, potrebbero emergere nuove conflittualità. Ma tutti i partecipanti all’Ekumene globocentrica avrebbero grandi vantaggi e ciò riduce la probabilità di conflitti destabilizzanti. Pertanto l’opportunità ha probabilità del 70% pur valutando la complessità mediorientale. Motivo per sostenere il cambiamento di regime in Iran ed aiutare i giovani che lì lottano per la libertà ed un futuro di prosperità.