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Noi Scopriamo Talenti / We Discover Talents
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Riconvergenza euroamerica per evitare il peggio


Ritengo prioritario ridurre la divergenza tra Ue ed Usa per tre motivi:
a) evitare nel breve termine una crisi inflazionistica/recessiva dovuta a scarsità/rialzo dei prezzi di petrolio e gas a causa di un blocco prolungato dello stratto di Hormuz con potenziale devastante per gli europei, ma anche pericolosa per l’economia americana;
b) evitare nel medio periodo un depotenziamento della Nato problematico per la sicurezza europea, ma anche per quella statunitense;
c) ricostruire una forte convergenza euroamericana su cui fondare nel lungo termine sia un’estensione sia una strutturazione di un’alleanza globale delle democrazie in formato G7+ più grande di quella dei regimi autoritari e quindi fonte di una Nova Pax sostituiva della Pax Americana, ma con l’America che resta potenza primaria in essa.
Che l’America, pur superpotenza militare, tecnologica e finanziaria sia ormai troppo piccola per fare da sola il poliziotto e la locomotiva economica del pianeta è fatto riconosciuto dallo stesso linguaggio della conduzione Trump: fare di nuovo grande l’America. Ma il metodo americanista-protezionista in realtà la mantiene piccola rendendo la sua prassi unilateralista motivo di perdita progressiva di scala della sua influenza. Infatti l’Ue sta aumentando il raggio dei suoi trattati doganali, ma di forte valore geopolitico, con tutte le democrazie del pianeta e ci sta riuscendo perché queste temono la pressione statunitense e si riassicurano entrando nell’area eurocentrica. Ma a questa area in espansione manca una capacità di difesa e condizionamento sufficienti se ne restasse fuori l’America. Molti analisti avvertono che a Washington prevale l’idea di rischierare la residua potenza militare statunitense per contenere e pressare la Cina sia togliendo risorse militari in Europa sia trovando una convergenza con la Russia, nonché attuando la strategia del riccio prendendo il dominio dell’emisfero longitudinale delle Americhe. Con il sostegno di altri analisti mi sento di dire che tale strategia non funzionerà. Così come quella dazista sta portando gli alleati dell’America a cercare altri sbocchi sul mercato globale riducendo la dipendenza da quello statunitense. In sintesi, se sola l’America non riuscirà né a contenere la Cina né a staccare la Russia dall’alleanza con essa. Se, invece, l’America prendesse una postura di leaderhip condivisa di un G7 + ci riuscirebbe e costruirebbe un sistema di moltiplicazione economica con vantaggio sia proprio sia degli alleati. L’America a conduzione Trump sta facendo un errore storico. Lo stanno facendo anche gli europei? Non è analisi facile, ma è molto meno difficile segnalare che tocca a loro mostrare razionalità mantenendo il più possibile una convergenza euroamericana utile a favorire il bilanciamento interno degli eccessi di Trump negli Stati Uniti. Questo sta avvenendo, ma va evitato un americanismo protezionista di sinistra come quello mostrato da Biden permettendo ai centristi sia democratici sia repubblicani di poter mostrare un’Europa amica ed in vantaggi di un’America aperta e non chiusa. In questa logica, nel breve termine, sarebbe importante che una coalizione di europei ed altri alleati si mostrasse disponibile all’ingaggio per un corridoio sminato e difeso ad Hormuz che ripristinasse i transiti integrando l’insufficiente capacità militare statunitense.