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Noi Scopriamo Talenti / We Discover Talents
Noi Scopriamo Talenti
We Discover Talents
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La tecnorivoluzione chiama la cibernetica tutoriale


Nel lontano 2003 proposi nel libro Futurizzazione (Sperling) l’evoluzione rapida della “cibernetica tutoriale” sia nella formazione iniziale degli individui sia, soprattutto, in quella continua per il potenziamento cognitivo di massa necessario per il mantenimento di un capitalismo diffuso socialmente nello scenario di una rivoluzione tecnologica con alto potenziale selettivo in base alla conoscenza. Oggi ritengo utile rinnovare questo appello. Nella scenaristica a 15 anni, dove è possibile individuare vettori probabilistici delle tendenze future in base a segnali e dati precursori nel presente, si intravede un consolidamento della rivoluzione tecnologica, con sottostante quella scientifica, come età della “cibernazione”, cioè insediamento diffuso nelle attività umane di automi cognitivi ed operativi. Da qualche anno è crescente la letteratura e la quantità di commenti dove prevale il rischio di disintermediazione massiva del lavoro per sostituzione di quello umano da parte di automi più efficienti. Tale rischio, pur da alcuni esagerato, è reale. Ma è anche bilanciabile e invertibile via investimenti sulla qualificazione di massa degli individui che comporta una loro elevata produttività adeguata ad un nuovo mondo del lavoro, semplificando, robotizzato. Da un lato, si nota in Italia un’evoluzione dei sistemi educativi che mostra una crescente consapevolezza del problema da parte delle istituzioni. Dall’altro, il salto tecnologico, soprattutto sul lato dell’automazione gestita da intelligenza artificiale, appare molto rapido e produttore di novità a ritmi parossistici. Soluzioni? Da anni ho proposto una transizione dal welfare redistributivo verso uno di investimento dove l’investimento stesso aveva la priorità di aumentare la spesa – o in forma diretta o indiretta via detrazioni fiscali – per sistemi di formazione iniziale e continua degli individui. Ma, pur mantenendo tale raccomandazione, tra priorità assistenziali e servizio del debito lo spazio fiscale in Italia resterà minimo. Pertanto va cercata una soluzione integrativa. E la si trova nel settore privato dove la maggiore esposizione alla concorrenza stimola formazione competitiva entro l’azienda. Nei calcoli macro una detassazione stimolativa e selettiva per la qualificazione del capitale umano di un’impresa ha più probabilità di essere sostenibile per il bilancio statale. Per quale soluzione? E’ oggetto di ricerca, molteplici varianti. In generale, ritengo più produttiva una co-evoluzione interattiva tra mente umana e robotica sia cognitiva sia operativa. Per esempio, l’operaio che diventa ingegnere, il commerciale dotato di una visione globale del mercato, ecc. L’ipotesi è che la co-evoluzione interattiva tra persona e robot possa sia evitare la sostituzione della prima sia aumentarne la produttività in adeguamento continuo al mercato. In conclusione, tocca al mondo industriale investire in qualificazione competitiva e a quello finanziario sostenerlo anche per propria autotutela.