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Noi Scopriamo Talenti / We Discover Talents
Noi Scopriamo Talenti
We Discover Talents
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Inizia la ricerca per una metamoneta delle democrazie


Da anni, nelle mie ricerche di geopolitica finanziaria invoco la creazione di una metamoneta del G7, chiamata credit, per tre scopi:
a) rafforzare la convergenza economica e la fluidità degli scambi commerciali tra le nazioni del capitalismo democratico sfidate da quelle del capitalismo autoritario, non con una moneta unica che sarebbe prematura, ma con una meta-moneta che ne sia precursore;
b) creare uno strumento finanziario stabile nel tempo per favorire investimenti internazionalmente condivisi in sostituzione parziale della centralità del dollaro, ma rafforzandolo – come le altre monete - via inclusione combinatoria, e per bilanciamento dell’indebitamento erosivo della solidità delle monete fiat nazionali;
c) aumentare la massa monetaria per impieghi di investimento senza effetti inflazionistici e/o di debito strutturale eccessivo, cioè una massa monetaria aggiuntiva registrabile dalle Banche centrali con classificazione separata e autoliquidante.
Questi obiettivi sono prioritari in relazione ad un ordine finanziario internazionale con instabilità crescenti per motivi sia geopolitici sia di indebitamento che le tendenze correnti proiettate mostrano come insostenibili senza correzioni, ma con effetto depressivo, o innovazioni con conseguenze ri-espansive. Per tale valutazione trovo che la recente decisione di 21 banche – il progetto iniziò nel 2025 con 10 istituti - per lo più euroamericane, di lanciare una stablecoin agli inizi del 2027 agganciata ad un paniere di monete fiat del perimetro G7, possa diventare un precursore del credit detto sopra. Non è intenzione dichiarata del gruppo, ma qui mi permetto di segnalare tale possibilità stimolativa di ricerca finalizzata.
Sono ostile alle monete private per loro insufficienza fiduciaria, ma vedo come soluzione e non problema la co-evoluzione tra finanza, tecnologia ed architetture regolatorie innovative. La tokenizzazione quotabile in mercati trasparenti eventualmente combinati con altri registri visitabili dalla regolazione e da qualsiasi valutatore, tipo blockchain, nonché l’aggancio a monete fiat regolamentate fa uscire la nuova stablecoin detta sopra dalla definizione di moneta privata.
Vedo la nuova stablecoin come l’ecu, meta-moneta virtuale precursore dell’euro? Non ancora perché un accordo di convergenza monetaria tra governi non è vicino. Ma ne ipotizzo lo status di precursore del credit come meta-moneta specializzata per (grandi e lunghi) contratti di investimento meno vulnerabile a crisi di qualche moneta sottostante perché bilanciabile con la tenuta del complesso.
E la specializzazione della nuova stablecoin per investimenti con un orizzonte sufficientemente definito di ritorno rende possibile la classificazione di massa monetaria autoliquidante nel tempo e quindi non di debito strutturale. Per intanto vedo i motivi per una stagione di ricerca in questa direzione.