La crescente diffusione di sistemi di intelligenza artificiale e della connettività pone un problema di vulnerabilità ad attacchi cibernetici che li blocchino. Soprattutto, va annotata la possibilità di condurre attacchi distruttivi – in particolare del sistema economico e logistico - mantenendoli sotto la soglia di visibilità cinetica che indica un’evoluzione della guerra stessa. La ricerca dello scudo contro questa nuova lancia nelle istituzioni dedicate (Nato, G7 e nazionali) è più che decennale, ma è visibile un gap dello scudo stesso nei confronti della nuova lancia stessa che andrebbe ridotto con nuove formule difensive. Tale requisito di missione è una priorità per il sistema finanziario ed economico che ha la priorità della sicurezza per poter operare.
Cosa manca allo scudo?
Quando scrissi Evoluzione della guerra (Angeli, 1996) per l’allora Centro militare di studi strategici (Ce.Mi.S.S.) della Difesa italiana proposi una rivoluzione tecnologica continua negli affari militari. Erano altri tempi, ma già si intravedeva una futura continuità della discontinuità tecnologica che, per inciso, era oggetto di riflessioni preoccupate con il generale Carlo Jean ed il Prof. Paolo Savona, fondatori della nuova disciplina “Geopolitica economica”. Ero reduce in quell’anno di un incontro – insieme al generale Giuseppe Cucchi – con l’ufficio scenari del Pentagono (Net Assessment) dove fu oggetto la guerra futura e gli strumenti per gestirla. Ne uscii insoddisfatto non perché fosse escluso lo scenario di una nuova Guerra fredda tra democrazie e nazioni autoritarie attorno al 2024, anzi, ma per il fatto che gli strumenti bellici futuri erano valutati in continuità pur evolutiva con quelli tradizionali.
Semplificando, percepivo un’evoluzione discontinua della guerra. L’irruzione di quella cibernetica fisica – per esempio il recente attacco ai sistemi di refrigerazione in Francia – e psicologica (tecniche condizionanti via social) ora conferma tale sensazione e quella che lo scudo sia meno evoluto della lancia. Come rinforzare lo scudo stesso e la conseguente deterrenza? Non si potrà rinunciare agli scudi cinetici anti-missile ed anti-droni né a nuove difese militari sub ed eso. Ma dovrà essere aggiunto uno scudo cibernetico per i sistemi civili. In quale forma? Penso ad una robotica difensiva perché la difesa contro un attacco cibernetico si gioca in centesimi di secondo. C’è già?
Si sta sviluppando, ma ancora manca un sistema integrato Nato. Tema complesso, per esempio gli attacchi cyber russi giustificherebbero già l’invocazione dell’articolo 5 Nato. Ma Mosca sta attenta a restare sotto soglia apparente per evitarlo, ma andando sopra soglia sostanziale. Qui c’è un gap da risolvere. Vedo un’evoluzione difensiva accelerata nel sistema bancario ed altri critici, ma temo sia insufficiente senza robotica difensiva integrata Nato e senza la consapevolezza che la guerra coinvolgerà sempre più i sistemi civili. La lancia evolve, deve farlo anche lo scudo.