7/11/2026
Le elezioni e il lato oscuro degli Stati Uniti
by Generale
In quasi tutto il mondo il risultato delle elezioni di Mid Term , di recente svoltesi negli Stati Uniti , è stato accolto con gioia e con un sincero senso di sollievo .
La fine del dominio pressoché incontrastato del Presidente Trump su quasi tutti i settori della politica e della amministrazione americana è stato valutato come la dimostrazione di quanto i valori della democrazia fossero in realtà profondamente radicati , e quindi condizionanti , per la massa della popolazione statunitense .
Si trattava cioè , secondo la collettiva interpretazione , di una chiara prova di come la struttura degli USA potesse magari apparire deficitaria nel breve periodo ma possedesse comunque al suo interno quei meccanismi di controllo che sarebbero scattati a tempo debito per riportare la situazione sulla retta via .
Di conseguenza , grande festa collettiva ed una sensazione ampiamente condivisa del fatto che dopo un intervallo di follia gli Stati Uniti fossero tornati definitivamente ad essere , soprattutto per l’Europa ,il Grande Fratello benevolo e generoso , che tutti conoscevamo ….o perlomeno ci illudevamo di conoscere !
Niente di più errato : questa elezione infatti dimostra soltanto come nella realtà di oltre Oceano coesistano due - o forse addirittura tre! - differenti Americhe in costante conflitto fra loro , ciascuna pronta ad approfittare di qualsiasi cedimento dell’avversario per sottrargli il potere di cui egli poteva aver fruito sino al momento precedente .
Un contrasto interno , che poi da un lato è reso infinitamente più grave dalla posizione di assoluto rilievo , anche se forse non più di assoluto primato come un tempo , che gli Stati Uniti ancora occupano sulla scena mondiale .
Tutto ciò si inserisce , inoltre , nel quadro complessivo di un paradigma globale che sta rapidamente cambiando senza che sia ancora possibile intravederne con sicurezza i contorni . Un fatto da cui deriva una situazione di assoluta collettiva incertezza , capace di generare un senso di insicurezza globale molto difficile da contrastare allorché all’ordine mondiale viene a mancare , come era successo durante l’era Trump , un pilastro fondamentale come quello americano .
Ancora più grave poi che ciò avvenga mentre è in corso un contrasto per molti versi sotterraneo fra gli Stati di tipo ‘Wesfaliano “ e le grandi concentrazioni di capitale che aspirano a sostituirli , anche se non in modo immediatamente percettibile , nella gestione reale del potere .
Oltretutto si tratta di una lotta che trova proprio negli Stati Uniti il suo teatro di scontro piu’ evidente , ed in cui l’America Trumpiana aveva svolto sino a ieri una funzione estremamente ambigua , considerato come non si capisse bene da quale delle due parti essa fosse schierata .
Si è trattato cioè di una somma di fattori che ha portato la seconda America , quella non Trumpiana , a trionfare sul settore MAGA degli USA e quindi - e questo è quanto si spera per il futuro - a riportare il grande paese a dipendere più dalla ideologia del diritto che da quella della forza .
Ciò è avvenuto , comunque , grazie al travaso dei voti di una massa di elettori di centro ( la terza America di cui si era fatto cenno in precedenza ) passati dall’ideologia del Presidente in carica a quella propugnata in questo momento da un Partito Democratico , peraltro anche lui in via di radicale trasformazione .
Ci ritroviamo quindi di fronte ad uno scenario che appare estremamente mobile , condizionato come esso è dalle decisioni di questa “terza America” che , come ha abbandonato Trump in queste elezioni , potrebbe tornare domani , a condizioni mutate , a gratificarlo del proprio incondizionato supporto .
Non commettiamo dunque l’errore di pensare che tutto sia tornato a posto e che i nostri rapporti con il Grande Fratello di oltre Oceano siano destinati , da ora in poi ,a rimanere idilliaci o quasi . Tra le altre cose , pur nella sua apparente incoerenza politica , il Presidente Trump ha posto con franchezza sul tavolo delle trattative tutta una serie dei problemi delle relazioni fra Europa ed USA che rimangono tuttora aperti ed in attesa di una adeguata soluzione .
Occorre poi avere ben chiaro il fatto che se essi potessero essere risolti trattando adesso con la maggioranza espressa dalle elezioni di oltre oceano la loro soluzione potrebbe risultare molto più agevole rispetto a quella che fosse il risultato di una trattativa condotta con ( o contro?) una eventuale rinnovata America Trumpiana di domani .
Non culliamoci dunque assolutamente nel compiacimento e nell’inerzia , e conferiamo al risultato elettorale solo il valore che esso ha realmente : si tratta infatti unicamente di un episodio nella storia di un paese che sta apertamente dimostrando di avere molte anime , alcune delle quali fra l’altro a noi non particolarmente favorevoli .
Quindi gioiamo pure dell’attimo fuggente , cercando però nel contempo di fruire di tutti i vantaggi che esso può offrire al nostro continente ed in particolare alla nostra Unione Europea , ma ricordiamoci costantemente che esso può avere nei nostri confronti , come il Dio Giano in altri tempi , due facce ben diverse fra loro …..e forse anche qualcuna di più!!!