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Rubrica "insoliti fatti" di giugno 2009 principia cybernetica project: verso il superorganismo sociale di pierre theillard de chardin

by G. Vatinno

IMGGirando nei meandri di Internet ci si può imbattere, se guidati dalla curiosità di certe cose, in un sito particolare, quello del Principia Cybernetica Project (in seguito PCP). Tale sito è all’indirizzo: http://pespmc1.vub.ac.be (Principia Cybernetica Web); il PCP  ha sede operativa presso la “Libera Università di Bruxelles”.
Il nome del Progetto deriva dalla famosa opera “Principia Mathematica” di Bertrand Russel (1872 – 1970) e Alfred Whitehead (1861 – 1947).
I colori sono accattivanti: color sabbia, blu, rosso. con i saettante nero del testo scritto.
Di cosa si occupa il sito?
E’ presto detto. Si occupa di dispiegare al lettore un intero sistema filosofico, un “systema mundi” che ha l’ambizione di affrontare i temi fondamentali della scienza e della filosofia inquadrandoli in una struttura organica che ha la sua base nella “cibernetica evolutiva” e che cerca di rispondere, appunto, ai grandi temi dell’umanità di tutti i tempi, “chi siamo, cosa facciamo, dove andiamo”, supportata dalla filosofia del pragmatismo di William James (1842 – 1910) e Charles Peirce (1839 – 1914) e dall’influenza di Claude Helvetius (1715 – 1771), sensista.
Il PCP fa concepito dal fisico Valentin Turchin che viveva fino al 1977 nell’Unione sovietica e che poi si trasferì negli USA.
Nel 1987 Turchin entrò in contatto con l’informatico Cliff Joslyn, un teorico dei sistemi statunitense, ora ai Los Alamos Laboratories e con lui ideò una rete semantica di ipertesti ed insieme fondarono il PCP scrivendo un manifesto cibernetico.
Nel 1990 un altro fisico, il belga Francis Heylighen, si unì al progetto.
In pratica il sito, ancora attivo, è un link semantico che si dipana in migliaia e migliaia di pagine ricche di contenuti scientifici e filosofici, ma anche religiosi e sociali, oltre che naturalistici. Una vera e propria miniera di informazioni.
In breve ed in estrema sintesi, il PCP ci dice che siamo nell’”età dell’uomo” o “antropocene”, come l’ ha definita il nobel Paul Krutzen e che l’ uomo sta evolvendo le proprie forme di coscienza verso un superorganismo in cui tutto è in comune e tutto e condiviso.
Tale “essere” ha diversi nome: “Metaman” (“Oltreuomo”), “Cybion”, “organismo sociale”.
Tale essere vive nella “noosfera” o “sfera del pensiero”, assimilabile a Internet; il primo a parlare di noosfera fu il filosofo gesuita Pierre Teilhard de Chardin (1881 – 1955) che vedeva il cristianesimo come un continuo evolvere dell’uomo verso un super – essere rappresentato dal “Cristo cosmico” che rappresentasse in sé tutta l’umanità (si veda, ad esempio, “Il fenomeno umano” 1955 e “L’ambiente divino” del 1957). De Chardin fu visto molto criticamente dalla Chiesa cattolica e solo recentemente il suo pensiero è stato rivalutato.
Nel PCP esiste una sorta di “panteismo cosmico”, di un auto evolversi della società umana, di fase in fase, fino ai limiti della divinità; in questa evoluzione il PCP ricorda i principi filosofici e religiosi dell’induismo e di Plotino e apre la via a quello che si chiama, un teknomisticismo (scritto proprio così) di cui la Rete si sta facendo paladina.
In Schopenhauer (1788 – 1860) il mondo è “volontà più rappresentazione” per il PCP è invece “azione più rappresentazione”, rappresentando l’azione, la dinamicità, l’atto, il segno semantico dell’azione di Athropos sulla Natura.
Quello del PCP è, in definitiva, un modo per conciliare gli eterni opposti di razionalità e misticismo e sembra aver raggiunto ottimi risultati.

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